April 23, 2018
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I 25 Migliori Fumetti dell’Anno 2017

  • da Marco Travicelli Sciarra
  • 30 dicembre 2017
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Non Stancarti di Andare di Stefano Turconi e Teresa Radice

Stefano Turconi e Teresa Radice, già autori de “Il Porto Proibito”, sempre per Bao Publishing, ci portano una storia d’amore e di avventura. Non Stancarti di Andare racconta di Iris e Ismail, due ragazzi che si amano, la prima appena trasferita a Verezzi mentre il secondo che è dovuto tornare a Damasco per sistemare delle faccende. I due sono quindi separati da un destino crudele, destino che colpisce implacabile quando Iris scoprirà di essere incinta di Ismail, mentre il ragazzo non riesce ancora tornare in Italia. Teresa Radice in questa graphic novel lavora per sottrazione soprattutto dal punto di vista del corpo dei personaggi, mettendo più attenzione ai paesaggi splendidi che rappresentano la ruralità Italiana e l’esoticità di Damasco, soprattutto grazie ai colori che aggiungono molto al disegno finale, che invece è molto basilare.


Thor – Il Dio del Tuono di Jason Aaron

Era il 2011 quando il barbuto Jason Aaron si trovò per le mani la direzione della testata di Thor il Dio del Tuono. Sono passati 6 anni e dal allora di acqua sotto i ponti ne è passata, talmente tanta che lo stesso Aaron si è distinto a tal punto da arrivare a rivestire un ruolo chiave all’interno della continuity Marvel. E lo stesso possiamo dire per il nostro Tonante: lo abbiamo visto calato nelle più disparate situazioni, combattere contro macellatori di pantheon, unire le forze con gli altri abitanti dei Nove Regni, confrontarsi con i suoi compagni Avengers oltre che con il suo sempre presente fratellastro Loki. Tutto questo fino a quando il suo martello e le sue convinzioni non gli sono scivolati via dalle mani, venendo però raccolte da una donna, considerata una traditrice dagli Asgardiani e una ladra dal suo predecessore. Questi, nel mentre, è alla ricerca di una sua nuova stabilità, riponendo tutte le sue speranze in un secondo martello che potrebbe riportarlo al suo ruolo di signore delle tempeste. In tutto questo, la qualità della testata non è mai calata, complici anche i disegnatori che hanno affiancato Aaron in questo viaggio. Due in particolare: Esad Ribic, talento croato della pittura, e Russel Dauterman, artista che ha sorpreso tutti con il suo stile e che sta continuando da ormai tantissimo tempo a ritrarre le pagine della Dea del Tuono.


Nameless di Grant Morrison, Chris Burnham e Nathan Fairbairn

Poteva mancare un fumetto di Grant Morrison tra i migliori fumetti dell’anno? Ovviamente no, Nameless arriva sugli scaffali Italiani come un fulmine a cielo sereno un prodotto dal taglio incredibilmente ascrivibile alla vecchia Vertigo più che all’onda Image che ha colpito gli Stati Uniti negli ultimi anni. Grant MorrisonChris Burnham e Nathan Fairbairn ci portano in una dimensione onirica ma che ha anche qualcosa di più al suo interno. Un enorme asteroide soprannominato Xibalba sta viaggiando verso la Terra alla velocità di 80.000 chilometri all’ora e si schianterà contro in nostro pianeta fra 33 giorni. Paul Darius, eccentrico miliardario, sponsorizza una missione nello spazio, come l’ultima speranza per la Terra, in questo gruppo abbiamo anche il Senzanome, un esperto dell’occulto, che grazie all’utilizzo di una misteriosa chiave dovrà riuscire ad aprire la porta che è situata all’interno dell’asteroide fermando così la sua corsa verso la terra. Nameless è un fumetto sull’Armageddon che potrebbe essere stato scritto da un H.P. Lovecraft, con un pò di Linda Falorio, un pizzico di Philip K. DickKenneth Grant e Aleister Crowley, ed un cenno (che non guasta mai) di Inception e Prometheus. Un fumetto complesso e criptico che, come ogni opera dello scrittore Scozzese, necessita di diverse chiavi culturali che permettano di accedere alla sua essenza. Se siete abituati a letture che hanno molto più da dire della semplice storia, se la ricerca dei pezzi mancanti è una vostra passione e se rileggere più volte un fumetto per averne una comprensione maggiore vi piace, questo fa per voi.

Per saperne di più su questo fumetto vi rimandiamo alla nostra recensione: [Recensione] Nameless – Il Criptico e Folle Trip di Grant Morrison, in cui Nulla è Reale


Black Hammer di Jeff Lemire, Dean Ormstron e Dave Stewart

Di storie di supereroi se ne leggono tante, forse troppe, Jeff Lemire decide quindi di raccontarcene una i cui protagonisti sono s^ eroi, ma ormai decaduti, ridotti a delle carcasse degli antichi simboli di speranza che un tempo erano. Uno sparuto gruppo di personaggi viene strappato dalla propria realtà, rimanendo intrappolato nella nostra, dovendo convivere con loro stessi, i propri compagni e gli altri abitanti di una piccola cittadina americana. Black Hammer è una storia agrodolce, un racconto che è un omaggio del suo creatore ai fumetti della Silver Age, mettendo in scena dei personaggi “citazioni” che riescono ad arrivare con le proprie parole al cuore dei lettori. Per una storia del genere c’era bisogno di un disegnatore come Dean Ormston, molto personale ma al tempo stesso classico, che riprende l’angoscia espressa dallo sceneggiatore e la traduce in immagini per la sua storia.

Per saperne di più su questo fumetto vi rimandiamo alla nostra recensione: [Recensione] Black Hammer volume 1 – La Malinconia dei Supereroi di Jeff Lemire


My Favorite Thing is Monsters di Emil Ferris

Come avrete notato quest’anno ho deciso di considerare prevalentemente solo i fumetti editi nel nostro paese, ma non potevo lasciare fuori da questa classifica per nulla al mondo My Favorite Things is Monsters, opera prima della cartonista Emil Ferris rilasciato nel febbraio dell’anno appena trascorso per Fantagraphics Books. Questa particolare graphic novel narra la storia di Karen Reyes, una ragazza di 10 anni appassionata di monster movie (proprio come l’autrice) che, crescendo tra le tensioni sociali della Chicago degli anni ’60, indaga sulla morte del vicino del piano di sopra. Ma non è tutto, uno dei punti di forza di questo libro è la scelta grafica dell’autrice, infatti l’opera si presenta sotto forma di taccuino di Reyes, con illustrazioni realizzate con una penna a sfera. Spero vivamente che nel corso del 2018 una casa editrice decida di pubblicare nel nostro paese quella che autori del calibro di Art Spiegelman, Alison Bechdel e Chris Ware hanno definito un piccolo capolavoro.

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