Fantasian

Disponibile su iOS, tvOS, Classic Mac OS

Il mondo del gaming mobile è ancora troppo bistrattato dalla critica e da una frangia di giocatori ancorati a concetti obsoleti, anche se, dal punto di vista numerico, è un settore che, per ovvi motivi, non tutti propriamente artistici, genera introiti sempre maggiori ad ogni anno che passa. Se una buona fetta di proposte per mobile sono effettivamente gacha sempre uguali, puzzle games ripetitivi e titoli impregnati di Pay To Win, è anche vero che, ogni anno, i giocatori per dispositivi mobile hanno sempre la loro quantità di titoli decisamente validi: quest’anno, senza troppi dubbi per chi vi scrive, la palma di miglior gioco per mobile va assegnata a Fantasian. Un JRPG creato da Mistwalker, distribuito in esclusiva su Apple Arcade, realizzato da due nomi che, per il genere di appartenenza, sono letteralmente due leggende viventi: stiamo infatti parlando del duo composto da Hironobu Sakaguchi e Nobuo Uematsu e, qualora vi stiate chiedendo chi siano questi due signori giapponesi, aprite un motore di ricerca e scrivete “Final Fantasy”.
Basterebbe già questo per far capire il livello di questo nuovo titolo ma, siccome i nomi coinvolti non sempre significano qualità, eccovi serviti: Fantasian è un JRPG molto classico nel gameplay, che alterna esplorazione, dungeon e cutscene ad un solido combat system a turni, nulla che innovi in maniera radicale il genere, ma studiato per essere giocato su touchscreen. Il comparto tecnico è decisamente di ottimo livello, se pensiamo ai dispositivi sui quali deve girare il gioco: graficamente ispirato per quanto riguarda le ambientazioni, create con diorami digitalizzati, meno per quanto riguarda il character design dei personaggi, non brutto ma piuttosto straripante di cliché del genere, fluidissimo nelle animazioni e accompagnato da una colonna sonora che, vista la presenza di Nomura, non poteva che essere eccellente.


Forza Horizon 5

Disponibile su Xbox Series X/S, Xbox One, Microsoft Windows

Se per Age of Empires IV abbiamo assistito al ritorno di una saga storica dopo un terzo capitolo deludente, lo stesso non si può dire del franchise di Forza: il racing game di casa Microsoft, sviluppato da Playground Games, non ha mai fatto passi falsi e questo quinto capitolo del filone Horizon è, senza troppi giri di parole, un capolavoro del suo genere.
Graficamente sbalorditivo, con una colonna sonora perfetta, divertente ed appagante, l’arcade di Playground Games sfrutta i muscoli delle nuove console di casa Microsoft per regalarci un Messico meraviglioso, veicoli super realistici e dettagliati, ma lo fa anche “nel rispetto” delle console meno potenti, tanto che il gioco gira incredibilmente bene anche sulle serie One, e non solo su S e X e, ovviamente, su PC. L’enorme mondo open world, la miriade di missioni, eventi, dettagli, sono un upgrade rispetto al già ottimo Horizon 4, e l’atmosfera magica, mistica e calda del Messico danno una marcia in più ad un titolo che, nel genere, rasenta la perfezione e setta nuovi standard. Dal punto di vista della struttura di gioco, questo quinto capitolo semplifica e rimuove alcuni paletti presenti nel precedente capitolo, dando a tutto il gioco un senso ancora maggiore di libertà, fattore che in un titolo di corse non è assolutamente da sottovalutare. In più, come sempre nella saga, siamo di fronte ad un quantitativo di contenuti quasi esagerato: quasi 600 macchine, 65 capitoli di storia, 84 eventi principali, che terranno impegnati i giocatori per molto, moltissimo tempo. Se proprio vogliamo cercare un vero difetto nel gioco, possiamo dire che gli avversari non sono esattamente dei piloti tenaci e “cattivi” quanto può esserlo un umano, anche alle difficoltà più alte.


It Takes Two

Disponibile su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S, Microsoft Windows

Quando un titolo “minore” si aggiudica il Game of The Year, anche in un’annata che non ha visto l’arrivo di autentici blockbuster tra i Tripla A, si tratta sempre di un grande momento: il nuovo titolo di Hazelight Studios, già responsabile per A Way Out, è un autentico tripudio di trovate geniali, divertenti, commoventi e, in generale, rappresenta un inno alla creatività che, in un mondo in cui comunque i titoli mainstream godono di maggiore visibilità rispetto a progetti più “piccoli”, non può che far bene a tutto il settore. Il punto di forza di It Takes Two risiede nello stesso concetto di gioco: un multiplayer cooperativo dove la collaborazione non è semplicemente fondamentale, ma è obbligatoria e rende imprescindibile che i due giocatori si aiutino a vicenda, un po’ come i due protagonisti del gioco, la cui trama è basata proprio sullo spirito di collaborazione. Tecnicamente, poi, siamo di fronte ad un prodotto di livello sopraffino, sia graficamente, che nel gameplay, che strizza l’occhio anche e soprattutto ai nostalgici dell’epoca 16bit, in cui uno split screen verticale e un “multiplayer da divano” erano elementi diffusissimi che hanno allietato le giornate di milioni di giocatori. Si potrebbe parlare a lungo di It Takes Two, del suo finale non all’altezza del resto del gioco, ma si tratta di un prodotto che, per essere davvero apprezzato, va provato, sperimentato e vissuto. Quindi, giocatelo!

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