Kena: Bridge of Spirits
Disponibile su PlayStation 4, PlayStation 5, Microsoft Windows
L’opera prima di Ember Lab, studio con una grossa esperienza nel campo dell’animazione, è un titolo che rientra nella lista dei migliori videogiochi del 2021 solo in virtù del suo essere, per l’appunto, un’opera prima. L’action adventure dello studio fondato nel 2009 da Mike e Josh Grier non è infatti esente da difetti, anzi, ma i problemi vengono facilmente sovrastati da un’estetica oltremodo accattivante, frutto dell’esperienza di Ember Lab proprio nel mondo dell’animazione. Un design che ha poco da invidiare a prodotti d’animazione Pixar, una qualità nelle animazioni pazzesca, un tono da favola con qualche tono d’oscurità sono sicuramente i punti forti del gioco, con una protagonista che non può non risultare accattivante, insieme ai Rot, gli spiritelli che ci aiuteranno nella nostra avventura, che sembrano usciti direttamente da un film d’animazione di alto livello. Certo, tecnicamente il gameplay presenta sbavature ed è forse un po’ limitato nella sua semplicità, ma si tratta di difetti che non inficiano più di tanto l’esperienza di gioco, a patto che non si cerchi un’esperienza perfetta, sia ben chiaro. Le hitbox a volte imprecise, alcuni boss troppo punitivi nel modo sbagliato e un livello di difficoltà che avrebbe potuto essere calibrato meglio non tolgono il piacere di questo viaggio avventuroso in cui ci rifaremo gli occhi molto più spesso di quanto ci arrabbieremo per i difetti tecnici.
Life is Strange: True Colors
Disponibile su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Nintendo Switch, Xbox Series X/S, Google Stadia, Microsoft Windows
Il nuovo capitolo della popolare serie, realizzato da Deck Nine Games anziché da Dotnod, mantiene alcuni degli elementi che hanno reso il primo LiS un grande successo e li rimescola in una nuova esperienza narrativa a finali multipli, in cui le scelte del giocatore, come sempre, influenzano gli eventi.
Alex Chen, una giovane donna asioamericana cresciuta in una famiglia affidataria con un’infanzia travagliata, si riunisce con suo fratello Gabe dopo otto anni nella città del Colorado, Haven Springs. Dopo che il fratello viene ucciso in un misterioso incidente, Alex indaga sulla verità della sua morte usando il potere dell’empatia psichica che le permette di leggere e manipolare le forti emozioni, che riesce a percepire come aure colorate, per vedere fisicamente come si sentono le persone, al costo di essere potenzialmente “contagiata” dalle loro emozioni. Lungo la strada Alex incontra molti cittadini nella pittoresca cittadina, tra cui due potenziali interessi amorosi, Ryan e Steph, quest’ultima già apparsa in Life Is Strange: Before the Storm.
Abbandonare la dinamica a capitoli ha decisamente fatto bene a Life is Strange, che in questo True Colors può vantare un ritmo narrativo decisamente migliore rispetto ai capitoli realizzati da Dotnod, senza però abbandonare il vero punto di forza del gioco: l’esperienza narrativa, la possibilità di scelta con la relativa incertezza su come queste scelte influenzeranno le vicende; una colonna sonora meravigliosa ed un’atmosfera a metà strada tra un film indie ed una serie young adult, con un messaggio che, soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo, non è da sottovalutare.
Metroid Dread
Disponibile su Nintendo Switch
Ormai lo sappiamo, il 2021 è l’anno dei grandi ritorni, e ce n’è stato uno in particolare che ha, insieme ad Age of Empires, scaldato il cuore dei videogiocatori un po’ più grandicelli: stiamo ovviamente parlando di Metroid Dread, arrivato, per mano di MercurySteam e del producer Yoshio Sakamoto, a quasi vent’anni da Metroid Fusion, precedente capitolo della saga di Samus.
Se siete abituati a giochi come Hollow Knight o Bloodstained saprete che il termine con cui vengono identificati è “metroidvania“, e quindi non sarà difficile capire a quale saga siano ispirati e cosa aspettarvi in questo nuovo capitolo del franchise di casa Nintendo: Metroid Dread prende tutta la classica esperienza ludica della saga, la sua lore, la sua protagonista, ne rivede alcuni aspetti resi più moderni dall’avanzamento tecnologico trascorso tra un capitolo e l’altro, mescola sapientemente il tutto insieme e ci restituisce un gioco che è un assoluto must have per gli amanti del genere. Adrenalinico, a tratti claustrofobico, rapido, dinamico, con un nuovissimo arsenale di mosse e di nemici per la prode Samus, Metroid Dread regala emozioni e sfida a tutti, in uno dei capitoli più riusciti, al netto di pochissimi difetti abbastanza ininfluenti e soggettivi, di una saga che, di fatto, non ha mai commesso passi falsi, e che è pronta a proiettarsi nel futuro dopo un’attesa davvero troppo lunga.
















