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Oscar 2018 – Premi meritati o no?

  • di Luca Brindani
  • Marzo 5, 2018
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Oscar 2018

Nella notte tra il 4 Marzo e il 5 si sono tenuti al Dolby Theatre di Los Angeles i 90esimi Academy Awards (per gli amici gli Oscar 2018). Tanti i film nominati, poche le sorprese, ma non ci si può di certo lamentare.

Ma non sarebbe una serata Oscar senza le solite diatribe che spesso coinvolgono, come anche quest’anno, le categorie principali.

Non mi voglio soffermare sulla cerimonia, perché già sarà un articolo lungo questo, cerchiamo di non renderlo ancora più lungo.

Iniziamo!

  • Blade Runner 2049: candidato in Effetti Speciali e Fotografia, li vince entrambi, premi meritati sopratutto a monte dell’impiego di effetti visivi, e speciali e di una fotografia perfetta. Roger Deakins è stato uno dei premi a mio parere più meritati dell’intera cerimonia.
  • Dunkirk: candidato in Montaggio Sonoro, Sonoro, Film, Regia, Fotografia e Colonna sonora, si aggiudica solo due premi tecnici, Montaggio sonoro e Sonoro, meritatissimi, a fronte di un lavoro tecnico tanto minuzioso quanto necessario per un film che si sviluppa su più tempi che non coincidono e con un apparato sonoro capace di farti sentire sul campo di battaglia.

  • La Forma dell’Acqua: decisamente il film rivelazione di questi 90esimi Academy Awards, candidato come Miglior film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale, Miglior Attrice Protagonista, Miglior Attrice non Protagonista, Miglior Attore non protagonista, Miglior Scenografia, Migliori Costumi, Miglior Montaggio Sonoro, Miglior Sonoro, Miglior Colonna sonora, Miglior scenografia, Miglior montaggio, Miglior fotografia. Se ne aggiudica ben 4, Colonna sonora ad Alexander Desplat, meritato sopratutto considerato il ruolo che la colonna sonora ha nei film. Miglior scenografia, considerata la minuziosa ricostruzione degli ambienti anni 60 e del laboratorio stesso, non si può negare che anche questo sia un premio più che meritato. Miglior regia a Guillermo del Toro, finalmente del Toro riesce a portare al cinema la sua “fiaba” gotica e lo fa con una classe non indifferente, mettendo la regia al servizio della sua storia, senza perdersi in virtuosismi eccessivi, ma raccontando egregiamente la storia, quindi è positivo che l’academy gli abbia riconosciuto questo merito. L’ultimo premio è il più inaspettato, Miglior film, erano anni che la pellicola detentrice dell’oscar a miglior regia non vinceva anche miglior film, da Birdman praticamente. Su questo potrebbero essere tante le cose da dire, c’è chi tifava per Tre Manifesti ad Ebbing Missouri di Martin McDonagh (me compreso), ma io personalmente non grido allo scandalo e anzi ne sono contento, perché la sinergia tra le varie componenti de La Forma dell’Acqua ne fa appunto, insieme a Tre Manifesti, uno dei film che ho preferito tra i candidati nelle categorie principali.

Tre Manifesti Fuori Ebbing, Missouri

  • Tre Manifesti ad Ebbing Missouri: film favorito, ha sbancato i Golden Globe, ha sbancato ai BAFTA ma agli oscar se ne esce con solo 2 statuette: Miglior attore non protagonista per Sam Rockwell e Miglior attrice a Frances McDormand. Premi meritati, sopratutto per Rockwell che finalmente riceve una dose di riconoscimento per il suo lavoro, sempre snobbato nonostante abbiamo dimostrato grandi capacità sia in Moon, 7 Psicopatici, Guida Galattica per Autostoppisti e altri. La McDormand invece tra tutte le candidate, mi spiace per Sally Hawkins, ma è quella che ha avuto il ruolo più psicologicamente devastante da sostenere e lo ha fatto mostrando una donna, forte e pronta a tutto, ovviamente con movimenti come #TimesUP e #MeToo, era ovvio che la vittoria sarebbe stata sua, ma per fortuna, in questo caso è anche ampiamente meritata.

  • L’Ora più Buia: decisamente uno dei film a cui si guardava di più in vista della cerimonia, sopratutto per la nomination di Gary Oldman a Miglior attore protagonista, che ha meritatamente vinto. Dopo anni di candidature e mani vuote, il suo Winston Churchill ha praticamente spazzato via tutte le altre rappresentazioni del primo ministro Inglese, passate, presenti e probabilmente future. In fine è quasi inutile parlare della vittoria a Trucco e Acconciatura considerato il pesantissimo lavoro dei make up artist su Oldman e del lavoro dietro alla ricostruzione dell’Inghilterra degli anni 40.

Chiamami col tuo nome

  • Coco: candidato come Miglior Film d’animazione e per la Miglior canzone originale con Remember me, vince entrambi i premi, meritati decisamente questo è indubbio, ma un pò il dispiacere per non aver visto vincere “Mistery of Love” di Stevens per Chiamami col Tuo Nome, è stata tanta. Ma la rappresentazione dell’aldilà Messicano e le animazioni sono qualcosa di incredibile, quindi alla fine il dispiacere non è poi tanto.
  • Tonya: candidato solo per miglior attrice protagonista e miglior attrice non protagonista, si aggiudica quest’ultimo, grazie alla Performance di Allison Janney, che interpreta LaVona Harding, madre di Tonya, dipingendo un personaggio non crudele ma disilluso che vuole vivere tramite sua figlia.
  • Chiamami col Tuo Nome: candidato nelle categorie, Miglior film, Miglior attore protagonista, Sceneggiatura non originale e Miglior canzone originale, vince Miglior sceneggiatura non originale grazie a James Ivory, 90enne che dopo 4 buche riesce a conquistare meritatamente la statuetta, in un film dove le parole e la storia sono il mezzo principale che permette ai protagonisti di esprimersi.
  • Scappa – Get Out: con grande sorpresa di tutti, l’intruso, così era stato chiamato da molti il film di Jordan Peele, riesce su 4 nomination ( Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista e Miglior sceneggiatura originale) a vincerne una sola. L’horror di Peele, sua opera prima, si conquista la statuetta alla Miglior sceneggiatura originale, una vittoria dibattuta ma che in realtà non è rubata o altro, solamente si è voluto dare un riconoscimento ad un prodotto si commerciale, ma anche di un certo spessore, dimostrando quindi al mondo che i film horror fatti bene e con contenuto possono arrivare lontano. Forse una parte dei motivi dietro alla scelta dell’Academy è politica, ma non posso contestare qualcosa di cui sono contento e in parte anche orgoglioso da amante del genere.

Siamo arrivati alla fine di questa analisi della notte degli Oscar 2018, una notte che ci ha riservato poche sorprese ma decisamente buone.

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