Anatomia di una Caduta

Regia di Justine Triet

Justine Triet, reduce della Palma d’Oro a Cannes 2023 in Anatomia di una Caduta racconta la storia di Sandra, Samuel e il loro figlio ipovedente Daniel hanno vissuto in una remota località di montagna nell’ultimo anno. Quando Samuel viene trovato morto fuori casa, viene avviata un’indagine per morte in circostanze sospette. Nell’incertezza, Sandra viene incriminata: è stato suicidio o omicidio? Un anno dopo Daniel assiste al processo di sua madre, una vera e propria dissezione della relazione dei suoi genitori. Anatomia di una Caduta è una scatola cinese che svela con il passare del tempo sempre più informazioni, lascando non pochi dubbi. Un giallo atipico che non si basa su un’indagine vera e propria o sulla scoperta di indizi ma piuttosto sull’analisi psicologica dei personaggi che ne prendono parte. Estremamente verboso e con un’altissima capacità di intrattenimento, Anatomia di una caduta fa scuola su come dovrebbe esser scritto, girato, interpretato un thriller procedurale, ma anche un film in generale. 


Barbie

Regia di Greta Gerwig

Vivere a Barbie Land significa essere perfetti in un luogo perfetto. A meno che tu non stia attraversando una crisi esistenziale. Oppure tu sia un Ken. Greta Gerwig dirige e scrive, insieme al suo compagno di vita, la sceneggiatura di un film manifesto che rafforza il concetto femminista servendosi di uno dei giocattoli più famosi del mondo che dal 1959 è sinonimo di emancipazione, femminismo e pari opportunità in un’esplosione di colori, glitter, abiti, eccentrico e strabordante in perfetto stile camp, sorretto da interpretazioni magistrali, scenografie mozzafiato, coreografie, musica e danza. Ma Barbie è pur sempre una fiaba, a lieto fine, ma una fiaba, e forse lo resterà per sempre.


Beau ha Paura

Regia di Ari Aster

Al suo terzo lungometraggio Ari Aster, dopo Hereditary e Midsommar, entra nella vita del pavido Beau (Joaquin Phoenix), introverso e facile preda di ansie e ossessioni, il quale si appresta a mettersi in viaggio per far visita a sua madre; ma, alla vigilia della partenza, di fronte a lui esplode il caos. Incapace di giungere a destinazione in un mondo completamente impazzito, Beau percorrerà strade che non si trovano su alcuna mappa e sarà costretto ad affrontare tutte le paure e le bugie di una vita. Una pellicola che fa della sua pretenziosità il punto di forza è l’opera più cervellotica e libera del regista. Un unicum cinematografico che mescola diversi generi e stili di regia, in una pellicola commistione di generi, dal thriller, all’horror, all’animazione in un racconto verso i meandri più oscuri della mente umana. 


C’è ancora domani

Regia di Paola Cortellesi

Prima opera da regista di Paola Cortellesi, più grande successo al box office 2023 del cinema italiano e quinto film in classifica tra i film italiani più visti di sempre, preceduto solo dalle quattro pellicole di Checco Zalone, C’è Ancora Domani è la storia di Delia, casalinga romana degli anni 40 e dalla sua difficile vita di donna “comune” moglie e madre. Con una messa in scena ispirata e pulita, un bianco e nero capace di regalare più sfumature di qualsiasi altro colore e delle interpretazioni precise e convincenti, la pellicola diventa in un battibaleno quel manifesto femminista che tanto mancava al cinema italiano. Un film antinostalgico che critica il passato e mette in luce quanto è stato fatto ma soprattutto quanto ancora c’è da fare.


Decision to Leave

Regia di Park Chan-wook

Decision to Leave è la nuova fatica di Park Chan-wook (Mademoiselle, Lady Vendetta, Old Boy) e segue le vicende di Jang Hae-jun (Park Hae-il), un detective incredibilmente brillante con problemi d’insonnia che durante un caso di sospetto omicidio si innamora dell’enigmatica e bellissima Seo-rae (Tang Wei), che è anche la principale sospettata nel caso di omicidio in questione. Wook è un maestro conclamato dei thriller ma con questo thriller sentimentale entra in una nuova sfera, facendo del sentimento stesso un’arma pericolosa in mano a Seo-rae, ma è anche un indizio importante se lasciato nelle mani giuste. Di tutti i film del regista questo è il più lineare e quello che presenta meno ambiguità sul “who done it”, ma anche quello che gioca la tensione su altri punti, ossia sull’umanità dei due protagonisti, splendidamente interpretati da Park Hae-il e Tang Wei. gli interessanti paesaggi sud coreani, tra costa e montagna creano un ambiente quasi da favola più che thriller, mettendo in luce un lato sottile, sontuoso, delicato e femminile di Park Chan Wook, che in Mademoiselle era preponderante ma che qua si muove nel sottofondo delineando una splendida in primis storia d’amore. Decision to Leave è questo, una storia d’amore mascherata da thriller, lasciando tutti incollati per le più di due ore che dura la pellicola.


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