Super Mario Bros. Il Film

Regia di Aaron Horvath e Michael Jelenic

A 30 anni dal disastroso film live-action diretto da Rocky Morton e Annabel JankelSuper Mario torna al cinema con un nuovo film, questa volta animato, nato dalla collaborazione di Nintendo e Illumination Entertainment, studio di animazione dietro a successi globali come Cattivissimo MeMinions e Sing. Incarnando alla perfezione le due anime dietro alla produzione, Super Mario Bros. Il Film riesce ad essere contemporaneamente un ottimo intrattenimento per grandi e piccini. Dal punto di vista tecnico ci troviamo difronte a quello che senza dubbio è il miglior film sfornato da Illumination. Se con pellicole come Sing, Cattivissimo Me e Minions lo studio fondato da Chris Meledandri aveva dimostrato una grande abilità nel creare character design intriganti e pellicole che tecnicamente non avevano nulla da invidiare alle migliori produzioni Disney, Pixar e DreamWorks, con questo film Illumination fa un discreto passo in avanti. Forti di design iconici, lo studio ha messo grande cura in ogni singolo dettagli, dimostrandosi anche perfettamente in grado di gestire alla perfezione scene frenetiche e ricche d’azione, elementi assenti nelle precedenti produzioni dello studio.


Talk to Me

Regia di Danny e Michael Philippou

alk To Me è una discesa all’inferno che ha inizio quando dei ragazzi si spingono oltre aprendo le porte al mondo degli spiriti. Un gruppo di giovani – interpretati da Sophie Wilde (Bird), Alexandra Jensen (Beat), Joe Bird (Rabbit), Otis Dhanji (Aquaman) – si imbattono in una serie di video virali che ritraggono gli effetti sconvolgenti di un gioco al limite del soprannaturale: una seduta spiritica in cui il soggetto entra in contatto con gli spiriti dell’aldilà attraverso una mano imbalsamata che funge da portale tra i due mondi. In cerca di una distrazione nell’anniversario della morte di sua madre, l’adolescente Mia (Sophie Wilde) e il suo gruppo di amici decidono di cimentarsi in una prova di coraggio evocando gli spiriti seguendo il semplice rituale in un pericoloso gioco al rilancio, accettando a turno di sfidarsi ad aprire il varco che collega vivi e morti fino a infrangere le regole del gioco. I giovani amici vivranno un’esperienza sconvolgente e si ritroveranno intrappolati in un vortice di terrore causato dalle misteriose forze soprannaturali sprigionate dal rituale. Partendo da premesse semplici e non del tutto originali, i fratelli Philippou hanno trovato il modo perfetto di raccontare una storia horror nell’era dei social, osando con la messa in scena, non dimenticandosi delle loro origini, dando vita a una vera e propria creepy pasta. L’estetica di tutto il film è fortemente riconoscibile e virale tanto da diventare un fenomeno anche al di fuori della sala cinematografica. Metafora del lutto e del trauma, Talk To Me potrebbe essere l’apripista di una nuova frontiera dell’horror.


Tartarughe Ninja: Caos Mutante

Regia di Jeff Rowe

Le Tartarghe Ninja, ormai arrivate al quarto reboot cinematografico (o al decimo, undicesimo se contiamo tutte le altre iterazioni sul piccolo schermo e nei fumetti) tornano al cinema con una nuova ed emozionante avventura diretta da Jeff Rowe e prodotta da Seth Rogen e Evand Goldberg. Il trio di produttori invece di concentrarsi solo sull’aspetto avventuroso e ninja che di solito caratterizza i personaggi creati, ormai quarant’anni fa, dalla mente di Peter Laird e Kevin Eastman decide di concentrarsi sull’elemento che spesso viene dimenticato dei quattro fratelli di New York City, la loro età. Quindi invece di avere solo quattro guerrieri addestrati alle arti marziali abbiamo quattro teenagers che sono anche dei Ninja con tutti i problemi e le insicurezze che i ragazzini hanno alla loro età. Con un comparto visivo spettacolare, un cast in lingua originale ben amalgamato e pieno di special guest d’eccezione il film di Jeff Rowe ci da un nuovo accattivante sguardo ad un franchise ormai vecchio di quarant’anni senza dimenticare tutto quello che lo ha reso speciale e così amato per tutti questi anni.


The First Slam Dunk

Regia di Takehiko Inoue

A distanza di 27 anni dalla conclusione della sua opera più celebre il mangaka Takehiko Inoue torna a lavorare sulla squadra più scapestrata e disfunzionale della storia degli spokon ma, invece che realizzare un nuovo capitolo, decide di cambiare media e lavorarci su un nuovo media: Il grande schermo. Nasce così The First Slam Dunk il film che adatta l’ultima partita del manga di Inoue che, per varie ragioni, era rimasta fuori dall’adattamento animato degli anni 90. Tuttavia Inoue non è più lo stesso mangaka che era quando ha realizzato la serie originale, è cresciuto e ha sviluppato una poetica tutta nuova per questo The First Slam Dunk diventa non solo la trasposizione cinematografica della sua opera, ma anche un nuovo modo di intendere la storia dei personaggi dello Shohoku andando a mischiare la creatività del giovane Inoue con quella dell’attuale senza però modificare profondamente lo spirito dell’opera originale. The First Slam Dunk perciò diventa un compendio al manga, un film da guardare sovrapponendolo all’opera originale in modo da avere un quadro completo e totale di tutto quello che sta succedendo in campo durante quella che, forse, è la partita più emozionante mai disegnata su un foglio di carta. Con una colonna sonoro incredibile e coinvolgente e un comparto tecnico che spinge la tecnologia del Cell Shading verso nuovi e interessantissimi orizzonti The First Slam Dunk non solo ci fa sentire come se fossimo su un campo di Basket ma ci da un nuovo punto di vista sullo Spokon più emozionante di sempre.


The Holdovers – Lezioni di Vita

Regia di Alexander Payne

Dopo il poco apprezzato Downsizing, Alexander Payne torna con un film perfetto per il periodo natalizio con una storia calda, accogliente e decisamente commovente che sta già facendo parlare di sé grazie alle straordinarie interpretazioni, da tenere sottocchio durante l’Awards Season. Un burbero istruttore in una scuola elementare del New England rimane nel campus durante le vacanze di Natale per fare da babysitter a una manciata di studenti che non hanno un posto dove andare. Presto forma un legame improbabile con un piantagrane intelligente ma danneggiato e con la capocuoca della scuola, una donna che ha appena perso un figlio nella guerra del Vietnam. Magnificamente interpretato da uno straordinario Paul Giamatti, insieme a Da’Vine Joy Randolph e all’esordiente Dominic Sessa, The Holdoversè una coccola perfetta non solo per il periodo natalizio ma per quando si ha bisogno di sentirsi meno soli.


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