Mixed by Erry
Regia di Sydney Sibilia
Sydney Sibillia torna al cinema con una pellicola di genere ambientata in un periodo storico preciso, quello di Maradona. La pellicola segue Enrico Frattasio (Luigi D’Oriano), noto a tutti come Erry, aiutato dai fratelli Peppe e Angelo (Giuseppe Arena e Emanuele Palumbo). Il trio inizia a far girare mixtape, creando un vero e propio culto intorno alla masterizzazione. La pellicola prende proprio il nome dai mixtape che iniziano a girare,
“Mixed By Erry”, u. marchio di fabbrica e che porteranno la musica alla portata di tutti e che creeranno uno stile di “fratellanza” e condivisione nel nostro paese che le nuove generazioni conoscono bene.
Oppenheimer
Regia di Christopher Nolan
Il film di Christopher Nolan è ambientato negli anni ’40 e si concentra sulla figura di J. Robert Oppenheimer, il fisico teorico che ha guidato il Progetto Manhattan, un programma segreto per la realizzazione di armi nucleari. Il film mostra come Oppenheimer abbia collaborato con altri scienziati, come Niels Bohr, Ernest Lawrence e Edward Teller, per sviluppare la prima bomba atomica, che fu poi sganciata su Hiroshima e Nagasaki. Inoltre, viene esplorata anche la vita privata di Oppenheimer, il suo rapporto con la moglie Katherine e le sue crisi morali ed esistenziali di fronte alle implicazioni della sua invenzione. Oppenheimer segna il ritorno di Christopher Nolan alla materia storica nello stile che da anni caratterizza il regista. In una pellicola in cui spicca il lato sonoro e una sceneggiatura estremamente verbosa ma capace di rendere accessibili a tutti concetti complessi come la fisica quantistica Oppenheimer si conferma quasi come una summa del lavoro di Nolan in cui tornano i temi cari al regista in una chiave completamene nuova.
Passages
Regia di Ira Sachs
Passages, racconta la storia d’amore tra tre persone, nata dopo che il regista Tomas (Franz Rogowski) va a letto con una donna, l’insegnante Agathe (Adèle Exarchopoulos), l’ultimo giorno di riprese a Parigi. L’uomo ne parla orgogliosamente al marito Martin (Ben Whishaw), con cui sta da moltissimi anni, raccontandogli come essere stato con una donna si sia rivelata un’esperienza eccitante e manifestando il suo desiderio di approfondire la cosa. Quando anche Martin, però, inizia a instaurare una relazione extraconiugale, Tomas tornerà a rivolgere le sue attenzioni verso il marito. Da questo momento in poi tra Tomas, Agathe e Martin nasce una relazione narcisistica piena di passione, ma anche di gelosia. Con una sceneggiatura lineare, dialoghi drammatici, a volte ironici e cinici tipici del cinema francese, una regia pulita che predilige ambientare l’azione all’interno di mura domestiche, considerate per antonomasia luogo intimo, famigliare, Sachs scrive le sorti di tre personaggi veri, umani, credibili, in un momento di difficoltà, passando sotto esame le relazioni, il sesso, l’erotismo, e la difficoltà di capire come identificarsi, in un passaggio continuo di emozioni, sentimenti e situazioni.
Saltburn
Regia di Emerald Fennell
La storia segue uno studente dell’Università di Oxford, Oliver Quick (Barry Keoghan), che si ritrova attratto dal mondo dell’affascinante e aristocratico Felix Catton (Jacob Elordi), che lo invita a passare l’estate a Saltburn, la spettacolare tenuta di famiglia. Proprio a Saltburn inizieranno a verificarsi inquietanti e perversi avvenimenti che metteranno in luce un aspetto poco idilliaco della tenuta della famiglia Catton. Saltburn di Emerald Fennell è quanto di più eccessivo, sopra le righe, sporco si possa chiedere al cinema contemporaneo. Cinema che ormai sembra non voler osare o scioccare i suoi spettatori, che in questo caso potrebbero restare fortemente turbati da alcune scene e direzioni narrative. Un affresco visivamente eccellente che ricalca un cinema pasoliniano e felliniano, con uno sguardo attento all’epoca in cui è ambientato e un occhio di riguardo per il futuro. Fennell alla sua seconda prova dietro la macchina da presa, si dimostra un’autrice eclettica e soprattutto consapevole della direzione del suo cinema nonostante le due pellicole non abbiano nulla in comune. Saltburn è una bomba ad orologeria pronta a scoppiare e a lasciare effetti catastrofici dietro di se in cui corpi e fluidi dipingono un affresco monumentale, scorretto, eccessivo e lontano dal politicamente corretto.
Skinamarink
Regia di Kyle Edward Ball
In questa lista che racchiude il meglio della scorsa annata cinematografica non può mancare Skinamarink, film horror di atmosfera diretto dall’esordiente Kyle Edward Ball, che ha fatto il suo debutto nel nostro paese nel 2023 grazie a Midnight Factory. Al centro della storia troviamo due bambini che si svegliano nel cuore della notte e si rendono conto che il padre è scomparso e oltre a lui sono scomparse anche tutte le porte e le finestre della casa. Rispetto agli horror più classici, caratterizzati dai jump-scare, in questo film domina l’atmosfera, l’inquietudine, i momenti di sospensione che portano a piccole ma inquietanti situazioni che rievocano nello spettatore paure primordiali dell’infanzia. Un film horror volutamente criptico che sacrifica una narrazione lineare per insinuarsi nella mente dello spettatore, traghettando ogni spettatore in un inquietante viaggio personale.
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