Io Capitano

Regia di Matteo Garrone

Matteo Garrone torna al cinema dopo il successo di Dogman con un film importante e che mette in risalto una variegata umanità in un arazzo che di umano ha ben poco: la tratta dei migranti. La pellicola segue le vicende di Seydou e Moussa, due giovani migranti che abbandonano il loro paese in guerra e in una situazione di estrema povertà con come ultima meta l’Europa. I due dovranno affrontare il deserto, i disumani centri di detenzione in Libia e una difficile traversata nel mar Mediterraneo solamente per un sogno di una vita migliore. Garrone decide di non fare un film facile e che parli alla pancia, ma crea una storia di esseri umani contro l’insopportabile male che li allontana dalla propria terra e dalla loro vita. Sarebbe stato facile per il regista concentrarsi sulla tratta degli schiavi allontanare così il focus da delle persone a dei mostri parte di un meccanismo. Infatti, qualsiasi autore meno di Garrone avrebbe fatto proprio questo, cercando il favore del pubblico concentrandosi sull’argomento meno spinoso ossia i trafficanti ma lui decide di concentrarsi su Seydou e Moussa, due migranti, due esseri umani che affrontano l’inferno per una speranza. Certo, registicamente non è un film da oscar ma per intenti, messa in scena e capacità di raccontare una storia (intento primigenio del cinema) è sicuramente meritevole di essere in questa lista.


Killers of the Flower Moon

Regia di Martin Scorsese

All’inizio del XX secolo la scoperta del petrolio trasformò l’esistenza degli Osage che diventarono da un giorno all’altro immensamente ricchi. L’improvviso benessere di questi nativi americani attirò l’interesse dei bianchi che iniziarono a manipolare, estorcere e sottrarre con l’inganno i beni degli Osage fino a ricorrere all’omicidio. Killers of the Flower Moon è l’epopea western di Scorsese che partendo da un fatto di cronaca reale ricostruisce dando voce a personaggi memorabili e magistralmente interpretati. Al netto di una sceneggiatura estremamente prolissa, il film è una vera e propria masterclass di regia che vede protagonisti mostri sacri del cinema contemporaneo. 


La Chimera

Regia di Alice Rohrwacher

Non solo un contendente alla Palma d’Oro di Cannes 2023 (andata poi ad Anatomia di una caduta), ma anche il miglior film Italiano del 2023. La Chimera di Alice Rohrwacher è una lettera d’amore al cinema Italiano d’autore in tutte le sue forme dagli anni ’70 in poi. Arthur, un giovane archeologo Inglese (Josh O’Conor) viene rilasciato dalla prigione dopo un colpo andato male, deciso a cambiare vita in onore della sua amata, ma quando i Tombaroli richiameranno l’uomo, il fascino della vita da criminale e il sentirsi di nuovo in famiglia lo ripoterà su una strada che gli preclude una vita tranquilla e forse anche l’amore. La pellicola della Rohrwacher è però molto più che un semplice omaggio come detto precedentemente è anche una vera e propria storia Italiana, che affonda le radici nella cultura dell’Italia antica, per la precisione Etrusca, che si muove sullo sfondo di una rurale ed affascinante Umbria rurale. Il paesaggio e le sue architetture diventano un vero e proprio personaggio all’interno della pellicola, così come la storia paesana e l’impatto che ha sulle motivazioni di ogni personaggio come nei film anni ’70 di Pupi Avati. Certo, i più evidenti maestri che sovvengono alla mente quando si guarda il film sono Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini, soprattutto grazie alla capacità della pellicola di essere Italiana e sembrare di essere parte di un’epoca passata proprio quell’epoca in cui i due registi si sono affermati ed insieme ad altri grandi maestri, hanno creato personaggi e situazioni che ora definiscono un certo tipo di cinema. Persino l’aspetto ed il comportamento dei poliziotti ricorda i tipici polizioteschi degli anni ’70, andando anche a dimostrare ancora come il lavoro della regista oltre ai simbolismi e alle musiche estremamente evocative e quasi paradossali come Spacemen dei Kraftwerk portano lo spettatore in una dimensione quasi parallela alla nostra ma che fa evadere chiunque la guardi da tutto, tranne che la pellicola stessa.


La Zona d’Interesse

Regia di Jonathan Glazer 

Una bella giornata di sole, un giardino curato, una casa pulita e confortevole, bambini che giocano sul porticato, donne che chiacchierano davanti a una tazza di tè, uomini che parlano di lavoro appartati in una stanza. Tutto sembra perfetto se non fosse che a pochi metri di distanza si sta consumando l’inferno. Jonathan Glazer a dieci anni dal suo sensazionale Under The Skin, sperimentale film di fantascienza con una splendida Scarlett Johansson, torna al cinema con La Zona d’Interesse (The Zone of Interest), adattando uno dei romanzi più belli e toccanti di Martin Amis. La Zona d’Interesse è un capolavoro dell’orrore, un orrore reale, alla luce del sole, che volge verso una discesa verso il baratro nel buio più totale di una dei peggiori periodi che la storia dell’uomo possa ricordare.


Mission: Impossible – Dead Reckoning: Parte Uno

Regia di Christopher McQuarrie

Ethan Hunt (Tom Cruise) e la sua squadra dell’IMF si trovano di fronte alla sfida più pericolosa che abbiano mai affrontato: trovare e disinnescare una nuova terrificante arma che minaccia l’intera umanità. Con il destino del mondo e il controllo del futuro appesi a un filo, la squadra inizierà una frenetica missione in tutto il mondo, per impedire che l’arma cada nelle mani sbagliate. Messo di fronte a un nemico misterioso e onnipotente, tormentato da forze oscure del passato, Ethan sarà costretto a decidere se sacrificare tutto per questa missione, comprese le vite di coloro che gli stanno più a cuore. La prima parte di Dead Reckoning è il connubio perfetto tra azione e introduzione ad una nuova, mozzafiato avventura. Il cast in perfetta forma, a partire dal suo protagonista, passando per la new entry Hayley Atwell nei panni della ladra Grace, Ving Rhames in quelli di Luther, Simon Pegg in quelli di Benji, Rebecca Ferguson in quelli di Ilsa e la gelida e misteriosa Vanessa Kirby nel ruolo della Vedova Bianca, trovano la quadra perfetta in una pellicola corale capace di dare ad ognuno il suo giusti spazio, aprendo nuove linee narrative che sicuramente troveranno una loro conclusione nell’ultima, seconda parte, in uscita nel 2024.


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