Fumetto dell’anno per gli utenti di RedCapes.it:
No Sleep Till Shengal

Migliori Fumetti 2022

di Zerocalcare – Edito da Bao Publishing

Ogni volta, o quasi, che esce un nuovo libro di Michele Rech, in arte Zerocalcare, è quasi scontato che sia un successo, sia di pubblico che di critica, ma con il recente No Sleep Till Shengal l’autore romano, superstar incontrastata del fumetto nostrano, tocca nuovamente picchi di qualità che non si vedevano dai tempi di Kobane Calling, e lo fa, non a caso, con un volume che per molti versi ricorda quello che, a detta di molti, è il suo capolavoro. Nella primavera del 2021 Zerocalcare si reca in Iraq, per far visita alla comunità ezida di Shengal, minacciata dalle tensioni internazionali e protetta dalle milizie curde, e documentarne le condizioni di vita e la lotta. Con la solita poetica che lo vede alternare dramma e ironia, esagerazione e realismo, Zerocalcare ci racconta ancora una volta le contraddizioni che regnano sovrane nel mondo, nelle persone, in tutti noi, con il suo solito stile inconfondibile e con la capacità di farci ridere un secondo dopo averci fatto piangere, di farci riflettere l’istante successivo ad una battuta fuori luogo ma, proprio per questo, divertente oltre il dovuto. Questo libro a fumetti è la fotografia di un momento geopolitico preciso, in cui un manipolo di persone si oppone allo strapotere di chi chiama “terrorismo” ogni tentativo di resistenza, mentre gli assetti di potere cambiano lentamente, e il sogno del confederalismo democratico in un pezzetto troppo spesso dimenticato di Mesopotamia rischia di svanire per sempre, nell’indifferenza assordante dell’occidente


Fumetto dell’anno per la redazione di RedCapes.it:
Building Stories

Migliori Fumetti 2022

di Chris Ware – Edito da Coconino Press

Partiamo da un semplice presupposto: Building Stories è un fumetto pubblicato, in origine, nel 2012. In Italia arriva solo oggi, dopo anni travagliati per la gestione dei diritti, ed una lavorazione, dovuta al particolarissimo formato dell’opera, durato circa tre anni da parte di Coconino Press. Un lavoro lungo ma che ci restituisce l’opera esattamente come il suo geniale autore l’ha concepita. Per riassumere brevemente la geniale idea di Ware, potremmo dirvi che le storie che compongono Building Stories è raccolto in un unico cofanetto al cui interno è possibile trovare opuscoli, volumi brossurati, poster, strisce, pagine in stile quotidiano, spillati e persino un tabellone pieghevole per un totale di ben quattordici inserti. E basterebbe già questo per renderlo un’opera unica, ma Chris Ware, oltre all’estetica, bada decisamente anche alla sostanza, e ci racconta, attraverso il suo lavoro, la vita di una donna di Chicago a cui è stata amputata una gamba in gioventù, a seguito di un incidente in barca. Una donna di cui non conosciamo il nome, ma della cui vita Ware ci rende partecipi nel suo percorso di maturazione da adolescente a donna madre, come ci rende partecipi anche della vita dei comprimari, dal più ininfluente al più importante, sempre attraverso un’osservazione dall’esterno, un po’ voyeuristica, della loro esistenza. Ogni evento della vita della nostra protagonista ci porta a riflettere su un mondo, quello americano ma non solo, ancora troppo contraddittorio e puritano, ancora troppo afflitto da un maschilismo tossico. Chris Ware con Building Stories ci mostra che il fumetto è probabilmente il medium con meno limiti al mondo per quanto riguarda la capacità e le possibilità di narrazione, con un volume che non può e non deve mancare nella collezione di chiunque si dichiari un lettore.


Potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento