Soldado
Redzone – 22 miglia di fuoco, Mission impossibile 8, Avangers inifity war, Ready Player One, quest’anno la competizione coi film d’azione era alta, tanti prodotti ed un livello di qualità media molto alto. Ciò nonostante un film tra tutti ha saputo farsi strada e reclamare a piena voce il titolo di film d’azione dell’anno: Sicario 2 Day of the soldado infatti é riuscito non solo in questa impresa, ma anche in quella di dare un degno seguito al primo film (diretto da niente popò di meno che da Dennis Villeneuve) tanto valido da venire studiato nelle scuole di cinema. Questo seguito presenta un mantenimento della tensione continuo e crescente per tutto il film, senza però negarsi l’opportunità di creare una piccola scena calma (per chi ha visto il film: quella del linguaggio dei segni) che riesce ad essere un micro cosmo lei da sola. La trama é molto semplice: un gruppo di mercenari viene ingaggiato per far scoppiare una guerra tra gang, purtroppo finendoci vittima loro stessi.
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Sulla Mia Pelle
Il primo film di produzione Italiana per Netflix è una piccola perla, una di quelle pellicole che andrebbero viste a scuola per far capire l’effettiva malvagità di una parte di persone che ci dovrebbe proteggere e anche che la colpa non sta mai solamente da una parte della storia. Sulla Mia Pelle, racconta gli ultimi 7 giorni di Stefano Cucchi, arrestato per possesso di droga a fini di spaccio e morto nell’ospedale della prigione per maltrattamenti, denutrizione e per varie lesioni che si sono manifestate internamente dopo un supposto pestaggio da parte di alcuni carabinieri la notte dell’arresto. Cucchi qui interpretato da Alessandro Borghi (Suburra, Napoli Velata) è protagonista ma allo stesso tempo vittima degli eventi e questo traspare incredibilmente bene dalla recitazione di Borghi, convincente e capace di riportare alla mente di chi c’era durante quel processo emozioni di terrore e paura per un figlio, un fratello ed un amico. Alessio Cremonini confeziona un film che non prende nessuna parte, racconta esattamente quello che è successo a Cucchi e che si può evincere da incarti processuali, diagnosi mediche e dall’autopsia oltre che dalle dichiarazioni dei testimoni. Un film difficile da digerire, ma non perché brutto anzi tutt’altro.
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Tre Manifesti a Ebbing Missuri
Ci sono certe pellicole che passano alla storia del cinema solo ed esclusivamente per la grande performance di certi attori o attrici che sono in essi contenuti, ebbene Tre Manifesti ad Ebbing Missouri è proprio uno di quei casi! La pluripremiata Frances McDormand (Fargo) brilla in un’interpretazione intensa e profonda e struggente in questo drammatico e verosimile racconto. Mildred Hayes è la dura e spigolosa madre di una ragazza stuprata e successivamente uccisa che commissiona tre manifesti alle porte della sua città, Ebbing appunto, ognuno dei quali contiene un messaggio provocatorio e preciso contro cittadinanza e forze dell’ordine locali, dando il via ad una feroce battaglia contro un instabile poliziotto, magistralmente portato in scena da Sam Rockwell ed il venerato capo della polizia locale, interpretato da Woody Harrelson. Tre Manifesti ad Ebbing Missouri pennella il mondo ancora estremamente razzista, omofobo e arretrato delle piccole contee di campagna degli Stati Uniti, un micromondo intriso di omertà e silenzi nei confronti di violenze e abusi.
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Tuo, Simon
Ogni anno escono film, (soprattutto in periodo di una certa statuetta dorata, guardacaso) che trattano di un argomento sensibile quale il rapporto di una persona con la propria sessualità, in pochissimi però riescono a farlo come Tuo, Simon. Un film che non si prodiga in quel vittimismo tanto glorificato quanto inflazionato che oramai si é legato a doppio filo al genere, ma che piuttosto sfrutta la cosa per creare una storia non di amore, ma di crescita e formazione per un young adult che ha sempre saputo la sua sessualità ma non l’ha mai espressa fino a che il suo segreto non viene rivelato. Il film quindi sceglie i torni di una commedia leggera per raccontare la storia di Simon senza farcela pesare, riuscendo a far trasparire un grande cuore per l’opera che ne risulta e che insegna al genere che per far passare un messaggio ci sono anche altri termini che la miseria.
Spider-Man: Un Nuovo Universo
Ci sono film che hanno il coraggio di innovare, di rischiare proponendo un prodotto nuovo, senza la garanzia che possano funzionare. Questo salto nel vuoto Spider-man: Un Nuovo Universo lo ha compiuto presentando un film che non solo brilla dal punto di vista dell’animazione, ma che ha anche il coraggio di raccontare la storia di Miles Morales, colui che diventerà il nuovo Spiderman, ad un pubblico che nella stragrande maggioranza dei casi non aveva mai prima d’ora sentito parlare del giovanissimo uomo-ragno di origini portoricane. Come detto precedentemente, il film è una vera e propria gioia per gli occhi, grazie ad un’animazione 3D di altissimo livello, capace di dar la sensazione di guardare un fumetto in movimento. Anche la scrittura di Spider-man: Un Nuovo Universo è da sottolineare. Nel film viene infatti raccontata in maniera efficace ed umana la crescita di Miles sia come persona che come supereroe. Questi elementi aggiunti ad un cast di tutto rispetto ed una colonna sonora decisamente azzeccata rendono Spider-man: Un Nuovo Universo il cinecomic di maggior qualità di tutta l’annata.
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