L’Ufficiale e la Spia
Nella lista dei migliori film dell’anno appena trascorso non poteva mancare J’accuse (L’Ufficiale e la Spia), il nuovo film di Roman Polanski, presentato, per la prima volta, alla biennale cinematografica di Venezia. La regia maestrale rende il prodotto audiovisivo un continuo movimento di un quadro settecentesco. La studiata gamma cromatica, l’impeccabile perfezionismo nella recitazione e la ricerca storica, rendono questo film un pass-partout per il cult.
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Martin Eden
Pietro Marcello arriva al cinema con la sua opera seconda, Martin Eden, adattamento del romanzo di Jack London. Nella pellicola seguiamo Martin (Luca Marinelli) che, un giorno, salva da un’aggressione il giovane rampollo dell’industria, Arturo (Giustiniano Alpi) il quale, per ringraziarlo, lo invita nell’abitazione di famiglia, dove conoscerà e si innamorerà di Elena (Jessica Cressy), la bella sorella di Arturo. Martin, ossessionato dalla donna, farà di tutto per elevare il suo stato sociale, buttandosi nell’ impresa di diventare uno scrittore famoso. La pellicola ha il sapore di un altro tempo, non perché sia di fatto ambientata in un’epoca antecedente alla nostra, ma perché Pietro Marcello sembra amare quei film italiani degli anni 70 che spesso passano alle rassegne dei cinema d’essai o di periferia, e questo suo amore lo si trova nelle inquadrature, strette e che danno modo allo spettatore di sentirsi vicino ai protagonisti. Ottime anche le interpretazioni di Marinelli, ma anche del resto del cast, che viene anche valorizzato dall’ottimo lavoro prima del regista e poi di Marinelli stesso.
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Midsommar – Il Villaggio dei Dannati
Nella lista non poteva mancare Midsommar: il villaggio dei dannati, la seconda opera del regista visionario Ari Aster. La pellicola presenta ottimi spunti citativi sulla storia dell’horror mondiale e, nonostante la difficoltà produttiva per via delle tecniche adottate, come l’esposizione selvaggia, la costante paura meteorologica e la coordinazione imponente di più di 50 comparse, resta una delle pellicole più innovative e anticonvenzionali che siano mai state create. La costante ricerca naturale fa si che tutto si muova in una danza leggiadra, con stimoli costanti nella ricerca della perfezione visiva.
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Noi
Ad affiancarsi a Midsommar nel genere horror troviamo Us (Noi), la seconda pellicola di Jordan Peele che, dopo il successo di Scappa – Get Out, si riconferma astro nascente nella cinematografia horror mondiale. Una cascata d’inquietudine vi travolgerà in questo circo di terrore e di denuncia sociale. La famiglia che affronterà la propria visione oscura avrà a che fare non solo con l’inchiostro incisivo che la segnerà per sempre, ma anche con una violenza psicologica esagerata che, passando da una scorretta politica, arriverà dritto nel vostro cuore oltre che in quello dei protagonisti.
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Storia di un Matrimonio
Noah Baumbach torna, sempre grazie a Netflix, con Storia di un Matrimonio, che narra del divorzio di Nicole (Scarlett Johansson) e Charlie (Adam Driver), una coppia di artisti (rispettivamente attrice e regista teatrale) in bilico per via di una mancata “attenzione”. Baumbach è sempre stato bravo a far sentire i protagonisti vicini agli spettatori e stavolta, con un cast d’eccezione, la vicinanza ed il rapporto tra i due si sente benissimo. Scarlett Johansson qui è malinconica, ma è anche la punta di dolcezza del racconto, mentre Adam Driver è irriverente e trascinatore, si dimostra lo showman che è sempre nei suoi film. La regia è semplice, non si perde in virtuosismi ma, grazie ad una solida sceneggiatura e a due grandi attori, siamo trascinati in questa storia, come solo Baumbach sa fare.
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