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[Recensione] Ivar, Timewalker Volume 3: Finire la storia di Fred Van Lente e Pere Perez

  • di Luca Brindani
  • Settembre 24, 2018
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Ivar, Timewalker Volume 3

Si conclude (per ora) con il terzo volume la storia di “Ivar, Timewalker“, maxiserie in 12 numeri che ci ha portato attraverso il vasto multiverso dell’universo Valiant e oltre.
Neela Sethi è riuscita a scampare alla distruzione della base operativa dei Prometeici, ma a caro prezzo, ha infatti dovuto lasciare indietro Ivar che è morto per salvarla. La donna in questo secondo volume tornerà indietro nel tempo per prendere il giovane Ivar Anni Padda e portarlo con sè alla scoperta dei viaggi nel tempo e in un disperato tentativo di salvare il multiverso dalla nullificazione assoluta.
Nel volume Neela e il ritrovato Ivar si troveranno quindi a ruoli invertiti rispetto all’inizio di questa avventura ponendo Neela come quella che “sa” di più rispetto ai viaggi del tempo rispetto al “viandante eterno”, una situazione su cui si gioca molto e che creerà per tutta la durata del volume divertenti ma anche struggenti momenti tra i due personaggi che ricordano moltissimo un certo Dottore e una bionda di nome Rose.
Fred Van Lente porta a conclusione la sua opera più grande in casa Valiant, forse per quantità di personaggi e situazioni toccate con un risultato tutt’altro che ignobile, certamente anche questo volume di “Ivar, Timewalker”, non raggiunge livelli di alta letteratura a fumetti, ma raccoglie tutto ciò che era stato seminato nei precedenti due volumi, dando un nuovo livello di lettura ad alcuni scambi di battute tra Ivar e Neela, ma anche tra lo stesso Armstrong e il fratello. Van Lente riesce dunque a portare a terminare la sua odissea attraverso lo spazio, infilandoci di tutto, da dinosauri Romani a Vichinghi Clown, riuscendo a divertire il lettore e anche a spiegare la concezione di multiverso e tempo nell’universo Valiant, molto più regolare e meno incasinata di quella di universi come quello DC o Marvel.
Pere Perez, nuovo disegnatore per questi ultimi 4 numeri continua adottando lo stile che Portela aveva già utilizzato nel volume precedente concedendosi qualche volta delle prove sperimentali anche carine visivamente che purtroppo inevitabilmente risultano stonare nel volume che adotta uno storytelling molto classico senza particolari che fanno risaltare lo stile di quello o quell’altro disegnatore, complici anche i colori di Andrew Dallhouse che mettendo mano su tutti i disegnatori di questa serie riesce ad omologare il prodotto e a renderlo molto più figlio di una certa estetica volta a richiamare un tipo di pubblico abituato al digitale e a disegni più realistici e dettagliati rispetto che quelli magari più particolareggiati e che riescono a dare un tocco più dinamico ed estroso alla storia.
Possiamo dire che la serie si conclude come è iniziata, tra l’indifferenza dell’universo Valiant (almeno per ora) e un discreto interesse di pubblico che sembra non abbia avuto i risultati che l’editore sperava teaserando un certo progetto in arrivo nelle ultime pagine. Non sono mancati interessanti spunti sopratutto nella relazione tra i protagonisti purtroppo in certi punti non valorizzati dalle tipiche scelte narrative di genere e dettate probabilmente da scelte di mercato per poter vendere meglio il prodotto in altri media quali cinema o televisione.
Ivar, Timewalker è pubblicato da Edizioni Star Comics sotto l’etichetta Valiant al prezzo di 8.90€ a volume. Qui sotto le recensioni dei precedenti due volumi e altri titoli Valiant sempre delle casa editrice di Perugia.

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